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Inquisitori sopra l'università degli ebrei, b. 1, registro decreti 1, cc. 1r-7v

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Titolo:
Inquisitori sopra l'università degli ebrei, b. 1, registro decreti 1, cc. 1r-7v
Descrizione:
Decreto che istituisce gli Inquisitori sopra l´Università degli Ebrei, incaricati di controllare e porre rimedio alla disastrosa situazione in cui si trova il debito di detta Universitá, che ammonta ormai a piú di 1.200.000 ducati. Gli Inquisitori, nel numero di tre, dovranno essere eletti tra i nobili del Senato (nel testo parlano di "questo Conseglio", intendono il consiglio che emana il decreto?) e rimanere in carica per un anno; inoltre, una volta eletti, i tre dovranno uscire subito da qualunque magistratura istituita dal Senato e non potranno essere candidati a nessun' altra. Verrá poi assegnato loro dal Cancellier Grande un notaio della Cancelleria Ducale come segretario, mentre loro stessi potranno scegliersi un altro notaio, un fante e un ragioniere per le loro necessitá. Viene poi indicato agli stessi Inquisitori un modus operandi, che riguarda, tra le altre cose, la sollecitazione al pagamento dei "pro'" dei debiti decorsi ai creditori e la riscossione della cifra di 85.000 ducati per i bisogni del Ghetto (gestione banchi, affitto alloggi, prestanze","tanse","taglioni","pro'" dei capitali investiti, etc.), della cui somma attualmente se ne ricava solo la metá. Viene inoltre decretato che l´Universitá non deve prendere a "censo"denaro sotto alcuna forma né far alcun livello passivo senza il permesso del Senato; l´istituzione di un catastico, sotto forma di quaderno, in cui siano annotati, a debito e credito, tutti i debiti contratti e i capitali estinti(suddivisi per banco, anno, partite, creditori, notai, etc.), quaderno che deve essere tenuto dall´Inquisitorato per tutta la durata della carica.; l´elezione, da parte degli Inquisitori poi confermata con i due terzi dei voti dal Senato, di un notaio del quale dovrá avvalersi l´Universitá per stipulare contratti; che in futuro alcun "particolare" sia scritto in banco in conto capitale, o a cambio o sotto qualunque altro nome a debito della Universitá, né per conto di banchi, né per conto di "prestanze", né per qualunque altro titolo, ma volendo investire detti "corpi", la partita dovrá esser scritta a nome di qualche creditore in conto solo di capitale; che le "gravezze", le tasse e i "pro'" siano riscosse di mese in mese e che il denaro cosí raccolto sia utilizzato esclusivamente agli usi cui era stato destinato; che sia proibita la cessione di rate dei "pro'" dei capitali dati in pubblico; che, in riferimento al decreto del Senato del 28 ottobre 1706, tutto il denaro riscosso dagli accordi con gli ebrei forestieri sia utilizzato per l´estinzione di tanti capitali e che suddetti ebrei non siano ritenuti responsabili del debito accumulato dall´Universitá; che il denaro riscosso con i "taglioni" sia portato subito in Zecca, a disposizione per il risarcimento delle "prestanze" fino alla somma di 70.000 ducati di cui é ancora debitore il pubblico; che ogni ebreo, che volesse partire dalla cittá, avrebbe dovuto prima estinguere il suo debito "particolare", da usare per l´estinzione del debito della sua nazione, e inoltre sarebbe spettato agli Inquisitori ogni altra valutazione della obbligazione di insoliditá di ogni "particolare" verso il suo "corpo"; che, riconfermando i decreti del 10 novembre 1696 e 10 febbraio 1713, sia stabilito che chi non soddisferá nei tempi stabiliti il proprio debito incorrerá nella pena del 10%, di sequestro nel Ghetto e gli saranno tolti mandati reali e personali.
Datazione:
1722/09/19
Unità archivistica:
UA_46
Copyright:
Rights Reserved - Free Access
Ente di appartenenza:
Archivio di Stato di Venezia - Judaica-europeana
 
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